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Il Rabbino che divenne un cocchiere - parte terza

Giovedi, 24 Novembre, 2016 - 4:42

Rav Yossèf fece il confronto da sé stesso e sua moglie. Lei era una donna semplice ma visto l'educazione che ricevuto aveva una pura e semplice fede nelle parole dei Tzadikìm che servono Hashèm. Lei non esitò un momento, come invece fece lui, e fece subito sapere la sua opinione positiva offrendo anche di vendere i propri gioielli per acquistare il cavallo e la carrozza.
 
Con questo, Rav Yossèf iniziò a contemplare l'importanza della giusta educazione. Lui stesso era stato cresciuto nel grembo della Torà e del Timore del Cielo. Suo padre, Rav Abbà, era un grande tzaddìk. Anche se per guadagnarsi da vivere era un semplice sarto, non accadde mai che non si svegliò a mezzanotte per pregare e studiare la Torà fino all'alba. Non prese mai parte in conversazioni frivole non solo di Shabbàt ma per tutta la settimana. [...] Anche sua madre era una donna timorosa di D-o che era sempre presa da diverse attività di beneficenza. [...] Era anche esperta di cure mediche e visitiva sempre le donne partorienti per prestare assistenza. E con tutto ciò, pensò Rav Yossèf, a lui stesso ancora mancava quella fede semplice nelle parole dei Maestri. Mentre sua moglie, cresciuta nella casa del suo padre il chassìd Rav Netanèl il Sofer, aveva una fede semplice e non esitava un momento.
 
[...] Per due giorni Rav Yossèf rimase in dubbio sul da fare. Sua moglie gli aveva già dato il denaro ottenuto dalla vendita dei suoi gioielli e intanto era arrivato lo Shabbàt. Nel giorno di riposo non riuscì a distrarsi dal pensiero della sua situazione, pensando che questo sarebbe stato il suo ultimo Shabbàt da "Rav Yossèf il Maestro" e dal prossimo Shabbàt sarebbe stato "Yossèf il Cocchiere". Nel suo pensiero si chiedeva cosa ne sarà di tutto lo studio che aveva fatto, e scoppiava in lacrime.

Poi un altro pensiero iniziò a turbarlo: "Sono veramente preoccupato di cosa ne sarà del mio studio di Torà, o forse è solo la mia presunzione personale, la mia arroganza per la perdita della mia dignità, che realmente mi disturba?" Pensando a questo si ricordò di un amico, anch'egli chassìd dell'Alter Rebbe, Rav Chaim Yehoshua il Cocchiere di Veliz e fu invaso da un sentimento di gioia come da un lampo.

"Non è forse R. Chaim Yehoshua un cocchiere da giovane? E non conosce forse a memoria l'intero Tanach (canone biblico), i sei ordini della Mishnà e il Tanya? Ha anche una conoscenza sorprendente delle leggi pratiche della prima sezione dello Shulchàn Aruch. Oltre a questo, i suoi figli sono degli studiosi fuori dal comune. Il figlio Binyamìn è Rav a Vitebsk, Yaakov Aryeh a Kalisk e il genero Refael Yitzchak è Rosh Yeshivà a Nevel."

Questo ricordo fu per Rav Yossèf come una boccata d'aria fresca. [...] E' possibile essere un cocchiere, uno studioso e un servo di Hashèm al tempo stesso", pensò, "e la prova è R. Chaim Yehoshua, che mentre viaggia studia a memoria il Tanach, la Mishnà e il Tanya. Io farò lo stesso: studierò a memoria mentre viaggio e tra un viaggio e l'altro studierò in profondità!"
Dopo Shabbàt decise di raggiungere il suo amico a Veliz.

[...] Rav Yossèf disse a R. Chaim Yehoshua che per un motivo riservato doveva diventare un cocchiere, pertanto lo era venuto a trovare per imparare il mestiere da lui. Gli disse anche che aveva a disposizione i fondi per acquistare un cavallo, la carrozza e tutto il necessario.
R. Chaim Yehoshua rimase scioccato da queste parole. Guardò Rav Yossèf pensando che avesse perso la ragione. R. Chaim Yehoshua rimase lì senza parole... Quando riuscì a riprendersi gli disse "che tipo di follia ti è entrata in mente, rav Yossèf? Dopo decenni di studio approfondito della Torà decidi di diventare un cocchiere?"

Rav Yossèf scoppiò in lacrime e non poté parlare. Anche il suo amico pianse con lui e disse "perché piangi Rav Yossèf? Chi ti costringe a diventare un cocchiere e quindi a piangere? Lascia la follia e vai a studiare Torà e servire Hashèm come prima!"

Rav Yossèf si alzò in piedi (questa era l'usanza dei primi Chassidìm; quando ripetevano le parole del Rebbe si alzavano in piedi) e ripeté le parole dell'Alter Rebbe che gli erano state dette in quell'incontro privato nel 5564 (1804). "Tutte le parole del Rebbe si sono realizzate, aggiunse, e poi arrivarono gli agenti della comunità di Lieplie per propormi la carica rabbbinica; è giunto quindi il momento di diventare un cocchiere".

Udendo queste parole R. Chaim Yehoshua disse: "In tal caso perché piangi? Dovresti gioire con l'idea che hai l'opportunità di mettere in atto le parole e le istruzioni del nostro grande Rebbe, che la sua anima riposa nel Gan Eden. Vieni, ti aiuterò a scegliere un buon cavallo e tutto il necssario. Oggi stesso Koppel, il mio assistente, ti insegnerà a mettere i finimenti. Entro due giorni saprai tutto."

Rispose Rav Yossèf: non possono le parole del nostro Maestro trovare la loro realizzazione in un'altra maniera? Se io diventassi un tuo socio nell'attività potrei partecipare con un investimento per acquistare una carrozza e pagare un'altra persona che lavori con te. Anch'io ogni tanto potrei viaggiare con lui..."

"No," disse Rabbi Chaim Yehoshua "le parole del nostro Rebbe così non sarebbero realizzate. Egli disse che per il bene della tua anima dovrai diventare un cocchiere invece di un rabbino. Quindi per il tuo stesso bene devi diventare un cocchiere!"
Alla fine Rav Yossèf dovette concedere che era per la sua dignità e "arroganza" che il suo pensiero era ofuscato. Quindi iniziò assieme a R. Chaim Yehoshua a fare tutti i preparativi per la sua nuova vita.

Rabbi Chaim Yehoshua lo fece anche sapere tra i chassidìm (che l'Alter Rebbe aveva istruito R. Yossèf a diventare un cocchiere) e in tempo breve la cosa si è risaputa che Rav Yossèf "il padrone delle spiegazioni" come lo chiamavano i chassidìm, o  Rav Yossèf "che provvede il sostentamento" (in materia di studio), come lo chiamavano tutti gli studiosi della zona, ecco questo Rav Yossèf era diventato un cocchiere.
  

To be continued...
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