Forse non tutti sanno che Rav Ytzchak Hazan è nato e cresciuto in Russia, dove, insieme ai suoi genitori e dodici fratelli e sorelle, ha vissuto da refusenik per ben vent'anni rimanendo forte nell'osservanza della Torà e delle Mitzvòt nonostante gli enormi ostacoli e persecuzioni. Potete leggere le vicende della famiglia Hazan in Russia a questo link. Segue una breve intervista, la prima di una serie che vedrà come protagonisti diversi ebrei di Roma.
ChabadRoma Blog: Rav Hazan come festeggiavate Pesach in Russia?
Rav Ytzchak Hazan: L'atmosfera era tesa ma anche gioiosa, la speranza di poter festeggiare Pesach in libertà era sempre molto viva, recitavamo leshanà habaà b'yerushalayim con grande sentimento al seder lì a Mosca.
CRB: Dove trovavate la matzà shmurà e il vino e le altre necessità per il Seder?
RH: Ovviamente non c'erano negozi dove poter comprare il necessario per Pesach, perciò preparavamo tutto noi. Perfino il vino! Il mio cognato, Rav Moshe Greenberg, faceva il vino dall'a alla z, era un'esperienza davvero incredibile. E la matzà veniva fatta in casa nostra, infatti, nonostante il KGB fosse sempre in agguato, 'Madre Russia' diede un'appezzamento di terra ai miei genitori in riconoscimento del fatto che avevano più di dieci figli.
Perciò mio padre, Rav Aharon Chazan z'l riuscì a costruire diverse strutture all'interno della casa per agevolare l'osservanza delle mitzvòt sia della nostra famiglia che degli altri ebrei della città. Infatti c'era un mikve nascosto sotto la cucina e anche un forno per le matzòt shemuròt. Il resto facevamo tutto in casa, come, tra l'altro facciamo anche adesso, oltre al vino e la matzà, mia moglie prepara tutto in casa.
CRB: Certo che se preparavate le matzòt per tutti gli ebrei della zona, vi serviva una gran quantità di farina! Come facevate ad ottenerla senza destare sospetti?
RYH: La farina veniva accumulata lentamente e portata da diverse persone da Tashkent e dalla Samarcanda dove il clima era più caldo e la situazione più libera di quanto fosse in URSS.
CRB: Come facevate a preparare la matzà senza destare sospetti?
RYH: Eravamo tutti coinvolti, non solo noi figli e cognati ma anche gli ebrei della zona che desideravano partecipare in questa mitzvà. Il forno operava di notte dalle 22:00 fino alle 4:00, facevamo la guardia a turno per essere certi che il KGB o una spia non ci cogliessero sul fatto. Nonostante ci fosse un po' di timore, il desiderio di adempiere alle mitzvòt seguendo la volontà di Hakadosh Baruch Hu vinceva sempre. Ricordo sempre come mio padre veniva spesso licenziato poiché non lavorava di Shabbat, ma in qualche modo D-o provvedeva sempre, come fa tutt'ora.
CRB: C'è un piatto in particolare che ti ricordi da quei giorni? Facevate delle gite particolari durante la festività?
RYH: Ricordo con nostalgia un kugel che faceva mia nonna, era un kugel di noci delizioso. Ma quali gite! Da noi nevicava a Pesach...e anche tanto...
CRB: Che cosa hai provato quando hai festeggiato il tuo primo Pesach, la festa della redenzione, in libertà in Eretz Yisrael?
RYH: A parte tutta l'atmosfera di festeggiare una festività in Eretz Yisrael che è davvero unica, ho percepito una differenza enorme. Infatti ho vissuto l'Esodo dall'Egitto sulla mia stessa pelle, non era più un resoconto letto in un libro ma vissuto in prima persona, anche perché il nostro viaggio dalla Russia a Eretz Yisrael era lungo e travagliato. Ho compreso un po' le sensazioni che devono avere provato i nostri avi dopo la spaccatura del Mar Rosso.
CRB: Infine un messaggio ai lettori di Chabadroma?
RYH: Vorrei incoraggiare tutti a interiorizzare la libertà, nonostante tutti gli aspetti della nostra vita personale che, a volte, possono arrivare quasi a farci sentire schiavi; siamo, grazie a D-o vivi e sani, viviamo in un'epoca dove non c'è mai stata tanta abbondanza.
Per quanto riguarda il nostro popolo, nonostante le minacce dell'Iran e di altri nemici, nonstante gran parte del mondo sia contro di noi, se D-o vuole supereremo questa prova, come abbiamo sempre fatto in passato. Hiné lo yanùm velo ishàn shomèr yisrael - ccco il Guardiano di Israele non sonnecchia ne dorme! Chag kasher vesameach a tutti, leshanà hazòt biYerushalayim habenuià e non dimenticatevi di vendere il chametz tramite questo link.
